Progettazione
Ecosostenibile

Una visione più ampia di “Sostenibilità” ove l’Architettura è attrice dinamica e flessibile, capace di ritrovare l’equilibrio fra uomo e natura, rispettando cultura e territorio.

Bioarchitettura

BIOARCHITETTURA

La bioarchitettura è l'insieme delle discipline dell'architettura che presuppongono un atteggiamento ecologicamente corretto nei confronti dell'ecosistema. In una visione caratterizzata dalla più ampia interdisciplinarità e da un utilizzo parsimonioso delle risorse, la bioarchitettura tende a integrare le attività dell'uomo alle preesistenze ambientali ed ai fenomeni naturali, al fine di realizzare un miglioramento della qualità della vita attuale e futura.

DOVE NASCE
La sua origine risale agli anni '60 in Germania, parte di un movimento più ampio che contestava l'uso di sostanze e materiali tossici nell'ambiente costruito, riportando l'attenzione, per contro, sui materiali naturali e sul rapporto con l'ambiente. In Italia la bioarchitettura muove i suoi primi passi a Bolzano, dove nei primi anni '90 viene fondato l'Istituto Nazionale di Bioarchitettura.

La bioarchitettura ha elementi in comune con l'architettura bioclimatica e con l'architettura a basso consumo energetico ma si contraddistingue per un approccio più ampio che richiama l'architettura vernacolare stabilendo un rapporto stretto con il contesto ambientale e focalizzando l'attenzione sul benessere umano sia indoor che outdoor.

PRINCIPI

Molti dei principi progettuali alla base della bioarchitettura sono:
• ottimizzare il rapporto tra l'edificio ed il contesto. Compito dell'architetto è creare luoghi significativi per aiutare l'uomo ad abitare, ciò attraverso la comprensione ed il rispetto dello spirito del sito;
• privilegiare la qualità della vita ed il benessere psico-fisico dell'uomo;
• salvaguardare l'ecosistema;
• impiegare le risorse naturali (acqua, vegetazione, clima);
• non causare emissioni dannose (fumi, gas, acque di scarico, rifiuti);
• concepire edifici flessibili e riadattabili nel tempo con interventi di ampliamento o cambiamento di destinazione d'uso;
• prevedere un diffuso impiego di fonti energetiche rinnovabili;
• utilizzare materiali e tecniche ecocompatibili, preferibilmente appartenenti alla cultura materiale locale.

COME SI FA

L'attenzione al contesto ambientale si concretizza nella realizzazione di edifici che lo rispettino sia formalmente, sia nelle tecniche costruttive.
La bioarchitettura che non ha uno stile predefinito, oltre a studiare attentamente l'orientamento dell'edificio, si pone in rapporto con il "genius loci", con quello spirito che contraddistingue ogni luogo e lo rende unico.
Dal punto di vista costruttivo si privilegiano materiali e tecnologie naturali che garantiscano, allo stesso tempo, un comfort indoor elevato ed un atteggiamento sostenibile, valutando i rendimenti nel tempo, i costi di produzione e il loro impatto lungo tutto il ciclo di vita.
A livello impiantistico l'attenzione è rivolta a limitare, il più possibile, la creazione di campi magnetici e di agenti inquinanti, con impianti elettrici schermati ed impianti di riscaldamento radianti. Inoltre si cerca di favorire l'uso corretto delle risorse, ad esempio, con impianti di recupero delle acque meteoriche e di sistemi di ventilazione con recupero termico.

ARCHITETTURA BIOCLIMATICA

Col termine di architettura bioclimatica s’intende un complesso di soluzioni progettuali che consentano di realizzare, all’interno degli edifici, le condizioni di comfort contenendo, il più possibile, l’intervento impiantistico e i relativi consumi d’energia primaria. L’approccio bioclimatico tende ad affidare alla struttura dell'edificio, al suo orientamento e al contesto climatico circostante, il compito di realizzare condizioni di comfort interno (ad esempio, captando o respingendo contributi energetici solari o sfruttando sapientemente il microclima locale).
L'approccio bioclimatico è legato al principio di autosufficienza e alla consapevolezza che i principali fenomeni che influiscono negativamente sull'ambiente sono causati dal consumo di grandi quantità di energia non rinnovabile. L'edilizia è un settore altamente inquinante poiché gran parte delle emissioni dei gas e di CO2 proviene proprio dagli impianti di climatizzazione e di riscaldamento.

L’OBIETTIVO

Lo scopo dell'architettura bioclimatica è il controllo del microclima interno, con strategie progettuali "passive" che, minimizzando l'uso di impianti meccanici, massimizzano l'efficienza degli scambi termici tra edificio e ambiente.
Le esigenze termiche dell'edificio variano a seconda della stagione e della latitudine.
L'architettura bioclimatica definisce le caratteristiche geometriche e strutturali dell'edificio, la sua localizzazione e l'orientamento in modo tale da adattarsi alle diverse condizioni climatiche.
Generalmente nelle regioni a clima temperato si distinguono tre fasi termiche a cui corrispondono diversi requisiti dell'edificio:
INVERNALE: occorre favorire l'irraggiamento solare sulle pareti e le finestre per scaldare gli ambienti interni; occorre inoltre l'elevato isolamento termico dell'involucro per conservare il calore accumulato.
ESTIVO: occorre proteggere l'edificio dall'irraggiamento solare con dei sistemi di ombreggiamento, avere involucri di massa elevata e quindi alta inerzia termica[2], nonché favorire la ventilazione naturale dell'edificio.
MEZZA STAGIONE: richiede la combinazione di soluzioni in grado sia di raffrescare che di riscaldare.